Pregate il padrone della messe

Pregate il padrone della messe

Pregate il padrone della messe 1010 673 Vincenzo Leonardo Manuli

Saluto alla parrocchia di san Leone vescovo in Saracena

Si conclude il mandato canonico in questa parrocchia in questo ultimo giorno di settembre, un cammino insieme, di circa undici mesi, e la liturgia pone davanti a noi la riflessione sull’invio dei discepoli, Luca racconta l’invito di Gesù che chiede di pregare il padrone della messe, perché è molta e c’è bisogno di operai, di servi del Signore (Cf. 10,1-12). L’invito è alla preghiera, e io rendo grazie al Signore per questi mesi di collaborazione, di accompagnamento, di missione. Penso alla gioia dell’annuncio della Parola di Dio, dove ho cercato di curare la liturgia, l’aula liturgica, l’annuncio della Parola, la celebrazione dei sacramenti, di incontrare le persone, i loro bisogni, ad accogliere i volti dal più piccolo al più grande. 

Ricordo il momento in cui sono arrivato, il 7 novembre dell’anno passato, in piena pandemia di Covid 19, questo ha un po’ complicato le nostre relazioni, ma io non mi sono mai tirato indietro, con prudenza e rispetto ho cercato di lasciar passare il Signore. Abbiamo condiviso l’avventura della Parola, come annunciato nella prima lettura dal libro di Neemìa (Cf. 1-4a. 5-6.7b-12): lo scriba Esdra porta il libro della Legge del Signore e lo legge in piazza, un popolo che ha sofferto dopo aver attraversato un periodo difficile. Il profeta racconta le tappe descrivendo tutta la solennità nella preparazione e della proclamazione della Parola di Dio, una presenza forte, decisa, che rinfranca e rianima il suo popolo. Il popolo gioisce nell’ascoltare la sua Parola (Cf. Sal 18), sente la sua presenza. È vero, il Signore è sempre con noi, e a volte non ce ne accorgiamo.

C’è tanto lavoro per preparare l’avvento del regno di Dio, il campo è vasto, e questo non deve mai farci cadere nell’accidia di gettare la spugna, nella rassegnazione, il peccato più grande è la tiepidezza, la superficialità, e pensare che non c’è nulla di serio. Ho vissuto momenti belli, ho sentito la presenza del Signore, sono venuto in mezzo a voi senza conoscere il luogo, la parrocchia, le tradizioni, e a piccoli passi ho cercato di capire le dinamiche sociali, umane, non facili, e nei passaggi difficili ho trovato la forza in Lui, anche in alcune persone che mi sono state accanto. 

Nel vangelo Gesù raccomanda di fare attenzione ai lupi, ci manda come “agnelli in mezzo ai lupi“, non è quell’augurio che solitamente diciamo in bocca al lupo; il lupo è quella parte nascosta dentro ciascuno che ci spinge ad aver paura dell’altro, a pensare che egli sia un nemico della nostra vita, della nostra felicità. Gesù ha lasciato un solo ed unico comandamentoamatevi, una reciprocità in cui la chiesa e ogni battezzato giocano la propria credibilità nella missione dell’annuncio del vangelo. I lupi sono dentro e sono fuori: l’inimicizia, il pettegolezzo, il tentativo di strumentalizzare le cose di Dio, il potere di manipolare le coscienze, di farsi padroni della fede degli altri. Il lupo è il diavolo che divide, semina zizzania con la calunnia, allontana le anime da Dio, per questo dobbiamo pregare che il Signore mandi operai nella messe, anche in questa piccola comunità dove sembra che Dio sia solo una idea senza conseguenze pratiche nello stile di vita. 

Non voglio dilungarmi, intendo dire Grazie, fare Eucaristia, ringraziare Dio in ogni volto incontrato, pregando per il nuovo successore. Il Signore è largo di cuore, manda sempre qualcuno accanto a voi, un nuovo pastore che vi accompagna, vi guida, vi parla di Dio, vi porta la grazia della sua presenza, pur nella imperfezione dell’umanità, lo siamo tutti, siamo peccatori, cioè, manchiamo spesso di raggiungere l’obiettivo del bene, peccatori ma amati da Dio. La missione di un prete è la croce, non è fatta di conquiste, non di realizzare progetti, nemmeno di raggiungere determinati risultati, ma con umiltà di lasciar passare avanti il Vivente, il Veniente, che continua la storia di amore con l’umanità. Coraggio e avanti con lo Spirito Santo che continua la sua azione nella storia della chiesa. 

Amen

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